Razze pericolose o proprietari inadeguati?

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Foto: Ginevra Dini

Ad ogni caso di cronaca che vede protagonista un cane (solitamente un terrier di tipo bull o un molosso) che aggredisce una persona, un bambino oppure un altro cane, la gente si divide tra chi auspica l’estinzione delle razze pericolose e chi invece difende l’animale solitamente giustificando l’incidente con la solita frase “Non esistono cani cattivi, solo cattivi proprietari”.
Cerchiamo di fare chiarezza sui cani, ma anche sui padroni.

Ogni razza canina ha delle caratteristiche e delle necessità.
Da quando l’uomo ha addomesticato il lupo, ha creato diverse razze canine affinchè questa nuova specie potesse aiutarlo nelle varie necessità. Il cane da pastore che governa le pecore, il retriever che recupera l’anatra cacciata caduta nell’acqua, il cane da guardia che difende la proprietà, il cane di tipo spitz che traina la slitta in mezzo ai ghiacci.
Per rendere il cane efficiente in ciascuno di questi compiti, una selezione di centinaia di anni è stata portata avanti affinchè il cane avesse naturalmente delle attitudini e caratteristiche, che però portano ogni razza ad avere delle necessità peculiari.
Il Border Collie avrà bisogno di lavorare, ed essendoci scarsità di ovini nelle città, dovrà essere ingaggiato in sport come agility, obedience, o similari.
Il Golden Retriever dovrà avere la possibilità di esplorare campi, annusare, buttarsi nelle rogge, correre libero in campagna.
L’Akita, o lo Shiba, abituati alla solitudine e con pochissimi contatti umani, saranno poco propensi ad abbracci e passeggiate tra la folla del mercato il sabato mattina.
Conoscere e capire le caratteristiche e le necessità di ogni singola razza ci consentiranno di fare una scelta ponderata ed intelligente nel momento in cui sceglieremo il cane col quale condividere la nostra vita: piuttosto che una decisione dettata da gusto personale (“Quella razza è bellissima”), cerchiamo di orientarci verso una razza più vicina al nostro stile di vita, perchè il fine ultimo deve essere creare una relazione tra una famiglia felice ed un cane felice.
Se non abbiamo tempo e voglia di portare il cane a fare agility due volte la settimana, evitiamo il Border.
Se viviamo in un attico in centro città, scartiamo il Golden.
Se ci piace stare in mezzo alla folla, depenniamo l’Akita.
Perchè un cane infelice dato che le sue necessità di razza non vengono soddisfatte, è un cane che esprimerà il proprio disagio in altri modi: quelli che per ignoranza vengono ancora chiamati dispetti (pipì in casa, distruzione di oggetti, etc) o, purtroppo, con l’aggressività.

I terrier di tipo bull: pitbull, amstaff, bull terrier, staffordshire bull terrier
Il terrier nasce in Inghilterra con lo scopo di uccidere i cosiddetti nocivi, ossia topi, ratti, procioni, tassi, insomma tutti i piccoli animali che mangiavano il raccolto del contadino. Il gruppo è caratterizzato quindi da un grande coraggio, una fortissima combattività e da una propensione a scavare buche per cercare il “nemico”.
Nei secoli scorsi furono create delle razze terrier da utilizzare nei combattimenti prima coi tori (bull terrier), poi con gli altri cani.
Queste quattro razze nascono quindi per eliminare l’avversario, che non è mai l’uomo, bensì l’animale che si ha davanti. Il cane, ma anche qualsiasi altro animale che comunque sia piccolo e veloce, andando a far leva sul retaggio del terrier: un gatto, un coniglio, una lucertola.

I molossoidi
Essi nascono come cani da guerra e da guardia, ma da essi vengono poi sviluppate anche razze da difesa. Qual’è la differenza? Il cane da guardia (Alano, Dogue de Bordeaux, Cane Corso) cura il perimetro della proprietà, quindi ha una forte propensione al controllo del territorio, mentre le razze da difesa (Dobermann, Boxer, Rottweiler) devono stare a stretto contatto col proprietario, per poterlo difendere in caso di necessità.

Le disgrazie succedono quando le caratteristiche e necessità di razza non vengono rispettate.
Un terrier di tipo bull che non vede le sue necessità soddisfatte, perchè si pensa che basti l’amore per renderlo un cucciolone buono e pacioccoso, potrà rivolgere la sua aggressività verso le persone: la signora anziana che passa in bicicletta accanto al cane, il bambino che corre con la palla in mano, la cagnolina della vicina in passeggiata (ribadiamo: un pitbull che aggredisce una persona o un cane di sesso opposto non è la normalità).
Altresì il molosso da difesa “dimenticato” in giardino, a vivere in solitudine, a cui viene chiesto di fare la guardia, non potrà mai svolgere il suo compito al meglio, perchè non è stato creato per questo scopo (fareste operare di appendicite vostro figlio da un imbianchino?), quindi in casi estremi si rischia che aggredisca una persona già vista, ma di cui non si conosce il ruolo perchè l’isolamento non gli permette di capire le dinamiche casalinghe.

L’incidente: di chi è la colpa? Del cane? Del padrone?
Cominciamo subito sfatando, secondo quanto appena esposto, il mito del “Non esistono cani cattivi, ma cattivi padroni”. Non nascondiamoci dietro ad un dito, e non prendiamo alla leggera la scelta della razza: alcune di esse hanno delle caratteristiche, da noi instillate in centinaia di anni di selezione, che rendono quel cane più impegnativo di altre razze, se non solo per la potenza del morso e per i danni che può cagionare una gestione scriteriata o superficiale.
E’ fondamentale, oltre alla razza, la scelta del cucciolo: mai affidarsi agli allevamenti multirazza, ai negozi, al vicino di casa che fa la cucciolata, perchè senza competenze specifiche, senza selezionare stallone e fattrice, non sappiamo “chi” ci stiamo portando a casa. I genitori hanno dato segni di aggressività? I cuccioli sono stati con la madre fino ai 60 giorni (fondamentale per la formazione del loro carattere da adulti)? Hanno avuto modo di fare esperienze, visto persone, vissuto in casa, sono stati manipolati?
Ma quindi, la colpa è del cane? Certe razze devono essere vietate?
Il cane fa ciò che gli dice l’istinto, perchè è e rimane un animale, e parte di quell’istinto è stato costruito dall’uomo, come già detto, dalla genetica, ossia dai geni che porta dai genitori, nonni e bisnonni, e dalla vita che conduce quotidianamente, se soddisfa le sue caratteristiche o meno.
I proprietari di razze potenzialmente pericolose devono essere consapevoli di chi hanno al loro fianco e comportarsi di conseguenza, stando bene attenti ai segnali che il cane manda (lo fa in continuazione, ma noi siamo poco propensi ad imparare a capirli), imparare a rispettare il cane ed insegnare ai bambini di casa e non a fare altrettanto, capendo che trattare un Pitbull come se fosse un Maltese non cancellerà le sue caratteristiche che porta appresso da generazioni.
D’altronde, se non siamo pronti ad accettare di dover capire e rispettare il cane, non siamo neppure degni di averne uno al nostro fianco.

Suggerimenti di lettura
Elena Garoni, Piacere di Conoscerti (TEA)
Turid Rugaas, L’Intesa con il Cane, i Segnali Calmanti (Haqihana)
Simone Dalla Valle, Come Parla il Tuo Cane (TEA)



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Conferenza LDZ: Cani Aggressivi o Proprietari Inadeguati?

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Sala consiliare piena, ieri sera, di cittadini giunti da Tavazzano con Villavesco (Lo) e paesi limitrofi per assistere alla conferenza ”Cani aggressivi o proprietari inadeguati?”
I Lupi danno la Zampa ringraziano il sindaco Morosini, la vice sindaco Ercoli, l’assessore Fradegrada ed il resto della giunta del Comune di Tavazzano con Villavesco per la partecipazione a questo evento che, ci auspichiamo, possa essere stato motivo di riflessione e presa di coscienza sull’annoso problema delle razze considerate pericolose e troppo spesso demonizzate. Ringraziamo anche Sibilla Moretti, educatrice cinofila, per il prezioso contributo al dibattito, e l’Avvocato Antonio Radaelli per la consulenza dal punto di vista legale.